Riepilogo delle attività

 

 

Venerdì 28 ottobre 2022, ore 9.30

Roma, Associazione “Per Roma” Via Nazionale 66,

Segnalazione dai Soci – Convegno

28 ottobre: Giornata della cittadinanza europea

Una più alta dimensione: Siamo tutti cittadini europei

Organizzato da: Movimento Federalista Europeo e Università per l’Europa, con l’adesione de “Il Cenacolo di Tommaso Moro”.

Ore 9.30-11.30. Prima sessione

Saluti introduttivi:

Paolo Acunzo, Vicepresidente MFE Roma

Aladino Lombardi, Storico ANPC.

Lettura del messaggio della Senatrice Liliana Segre.

Coordinamento:

Paola Spinelli, Docente IC Sinopoli-Ferrini

Francesco Gui, Presidente MFE Lazio, Coordinatore Università per l’Europa

Partecipano le scuole: Istituto C. Sinopoli Ferrini; Liceo Dante Alighieri; ITIS Galilei

Interventi:

Prof. Paolo Ponzano, Una nuova cittadinanza europea

Dir. Dino Pesole, Giornali, radio e tv: ne parlano abbastanza?

Contributi degli studenti, uno per istituto scolastico

Proiezioni di immagini sulla cittadinanza europea

Ore 11.40-13.30. Seconda sessione

Partecipa il Convitto nazionale Vittorio Emanuele II

Interventi:

Prof. Carlo Curti Gialdino, La cittadinanza europea nell’ordinamento dell’Unione

Dir. Giampiero Gramaglia: La cittadinanza europea nella comunicazione dei media e delle forze politiche

Arch. Konstantin Brandemburg, La cittadinanza europea nell’esperienza di un cittadino tedesco che vive a Roma

Conclusioni:

Prof.ssa Giulietta Ottaviano, L’educazione civica e la cittadinanza europea

 

21-22 ottobre 2022

Terni, Biblioteca comunale, piazza della Repubblica 1

Segnalazione dai Soci – Convegno

A settant’anni dalla morte. Immagini di Benedetto Croce nella storia civile e culturale italiana

Organizzato da: Centro per la Filosofia Italiana, Archivio “Vincenzo Pirro”.

Ø  Venerdì 21 ottobre

Ore 9.30-10.00. Saluti istituzionali:

Leonardo Latini, Sindaco di Terni

Franca Nesta, Direttrice della Biblioteca di Terni

Gianni Marilotti, già senatore della Repubblica

Sandro Corsi, Presidente della Cooperativa Sociale Atcl

Introduzione:

Aldo Meccariello, Presidente del Centro per la Filosofia Italiana

Ore 10.00-13.30. Prima sessione: Questioni di idealismo

Presidenza: Hervé A. Cavallera

Fabrizio Lomonaco, Croce e Vico

Giuseppe Casale, Croce e Sorel

Massimo Piermarini, Croce e Carabellese

 

Paolo Armellini, Croce e Antoni

Claudia Megale, Croce e Paci

Ore 15.30-19.30. Seconda sessione: Questioni di diritto

Presidenza: Fabrizio Lomonaco

Alberto Nave, La dimensione atemporale dell’etica nel contrasto tra Croce e Calogero sulla diade Libertà-Giustizia

Hervé Cavallera, Croce e Gentile

Rodolfo Sideri, Spirito e la polemica con Croce

Corrado Claverini, Croce e B. Spaventa

Ore 21. Consiglio Direttivo del CFI

Ø  Sabato 22 ottobre

Ore 9.30-10.00. Saluti istituzionali:

Maurizio Cecconelli, Assessore alla cultura della città di Terni

Danilo Pirro, Archivio “Vincenzo Pirro”

Luigi Miraglia, Accademia “Vivarium Novum”

Ore 10.00-13.30. Prima sessione: Questioni di storicismo e di storia della filosofia

Presidenza: Teresa Serra

Orlando Franceschelli, La presenza del male nella storia: Croce su Burckhardt (e Löwith)

Gennaro Sangiuliano, Croce e Prezzolini

Lelio La Porta, Croce e Gramsci

 

Francesco Maiolo, Croce e Huizinga

Tommaso Valentini, Croce e Stefanini

Pasquale Giustiniani, Croce e i neotomisti partenopei

Ore 15.30-19.30. Seconda sessione: Questioni di estetica e di filosofia della pratica

Presidenza: Pasquale Giustiniani

Giuseppe D’Acunto, Il confronto di Pareyson con Croce sui problemi dell’estetica

Giovanni Dessì, Croce e Mosca

Giulio Battioni, La presenza (e il superamento) libertà, Stato e Diritto

 

Giuseppe Abbonizio, Croce e Rensi

Roberto Giannetti, Croce e Settembrini

Paloma Brook, Vico e Johann Georg Hamann letti da Croce nel Saggio sullo Hegel attraverso Isaiah Berlin

Conclusioni:

Tina Paladini, Vicepresidente del CFI

 

Mercoledì 12 ottobre, ore 16.30

Roma, Serra dell’Orto Botanico, largo Cristina di Svezia 23

Segnalazione dai Soci – Presentazione del volume:

Carla Benocci, L’orto botanico gianicolense e Giovanni Battista Trionfetti

Ne hanno discusso con l’Autrice:

Mauro Piacentini, esperto di architettura del verde storico e dei Giardini del Quirinale

Donato Tamblé, Presidente del gruppo dei Romanisti.

 

7-8-9 ottobre 2022

Bagnoregio, Casa del Vento, Corso Giuseppe Mazzini 83-85-87

Segnalazione dai Soci

FILOCIVITA, prima edizione, Festival della Filosofia di Bagnoregio

L’incanto

Organizzato da: Comune di Bagnoregio, Casa Civita, Società filosofica italiana – sezione di Viterbo, Gender Interuniversity Observatory, Juppiter, Casa del Vento, Filocivita

7 ottobre

ore 18: Incanto e disincanto attraverso il cinema. Uno sguardo sul mondo

Walter Veltroni, regista, scrittore, politico e giornalista

8 ottobre

ore 11: Il binomio umano – natura tra incanto e disincanto. Una coesistenza responsabile e consapevole

Lelio La Porta, docente di storia e filosofia, collaboratore de il Manifesto, membro direttivo International Gramsci Society Italia

Luciano Dottarelli, docente di filosofia, Presidente Club per l’Unesco Viterbo Tuscia, Vicepresidente Società Filosofica Italiana – sezione Viterbo

ore 16.30: Incanto e disincanto tra umano e digitale. La tecnologia come strumento o estensione delle nostre vite?

Valentina Vellucci, digital strategist, marketing manager, docente di digital marketing per il Sole-24 Ore

Bruno Mastroianni, filosofo e giornalista, social media strategist, docente di comunicazione presso università e aziende

9 ottobre

ore 15.30: L’incanto tra mito e parola. I significati della fiaba tra mito, letteratura e vita

Giulietta Ottaviano, docente di storia e filosofia, dottore di ricerca in Filosofia e Teoria delle Scienze umane, ha collaborato con Rai Cultura

Francesca Romana Nocchi, docente di lettere classiche, dottore di ricerca in filologia greca e latina e storia antica

Sara Del Bello, dottore di ricerca in Filosofia politica, digital content manager, ha insegnato filosofia presso l’Università Urbaniana di Roma

ore 17.00: Il reincanto attraverso la fragilità e la forza delle nostre radici. Prospettive filosofiche e narrative

Francesca Brezzi, professore ordinario di Filosofia morale presso l’università Roma Tre, Presidente Osservatorio di genere e pari opportunità, Membro direttivo Réseau International des femmes philosophes.

Alessandro Zaccuri, narratore e saggista, dirige la Comunicazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, collabora con il quotidiano Avvenire

 

27 settembre 2022, ore 16.00-19-00

Roma, Campidoglio, Sala Laudato Si

Convegno

GRAZIA DELEDDA A ROMA

Con il patrocinio dell’Assessorato alla Cultura di Roma.

Convegno organizzato da: SALPARE, Associazione culturale di promozione sociale, in collaborazione con: Unione delle Associazioni regionali del Lazio (UnAR); Il Gremio dei Sardi; Gender Interuniversity Observatory, Osservatorio Interuniversitario di genere, parità e pari opportunità delle tre università romane; Association internationale critiques litteraires (AICL).

Saluti istituzionali:

Miguel Gotor, Assessore alla Cultura di Roma; Andrea Soddu, Sindaco di Nuoro; Francesca Brezzi, Presidente Osservatorio Interuniversitario di genere, parità e pari opportunità; Anthony Muroni, Direttore artistico Comitato istituzionale della Sardegna per le celebrazioni dei 150 anni di Grazia Deledda; Maria Caterina Federici, Presidente Gruppo degli Umbri a Roma (UnAR); Stanislao de Marsanich, Presidente Parchi letterari d’Italia e d’Europa.

Relatori:

Neria De Giovanni, Presidente Associazione Internazionale Critici letterari, Il perché di un Convegno deleddiano, il 27 settembre

Marisa Ferrari Occhionero, Vicepresidente Osservatorio interuniversitario di genere, parità e pari opportunità, La Roma umbertina di Grazia Deledda

Antonio Maria Masia, AICL, Presidente UnAR e Il Gremio dei sardi di Roma, La Deledda e la vita associativa sarda a Roma

Elisabetta Strickland, Docente Università Tor Vergata, Le donne e il Premio Nobel

Antonio Casu, AICL, Presidente Il Cenacolo di Tommaso Moro, Le Istituzioni e Grazia Deledda

 

24 agosto e 4 settembre 2022

Cenacolo letterario – Presentazioni del libro

Antonio Casu, I racconti di Geremia nel paese del jazz, prefazione di Paolo Fresu, seconda edizione, Nemapress, Alghero-Roma 2022.

Ø  4 settembre 2022, ore 19.00

Seneghe, Cabudanne de sos poetas, parco “Sa Prentza de Murone”

Sono intervenuti:

Raimondo Cubeddu, professore ordinario di Filosofia, Università di Pisa

Laura Pisano, professore ordinario di storia del giornalismo, Università di Cagliari.

È intervenuto in conclusione l’Autore.

 

Ø  24 agosto 2022, ore 19.30

Alghero, Letture d’estate a Villa Edera, Parco di Villa Edera, via Biasi 21

Sono intervenuti, in dialogo con l’autore:

Neria De Giovanni, Presidente dell’Associazione internazionale critici letterari (AICL)

Antonio Maria Masia, poeta e scrittore, Presidente dell’UnAR e del Gremio dei Sardi.

L’attrice Franca Farina ha letto brani scelti del libro.

 

6 luglio 2022, ore 17.00

Roma, Sede UnAR, Sala Italia, Via Ulisse Aldrovandi 16

Cenacolo delle arti – Vernissage e dibattito

Presentazione della composizione di tre dipinti di Carlo Cecchi dal titolo

Rigenerazione

Sono intervenuti, in dialogo con l’Artista: Michele Ainis, Antonio Casu, Paola Pallotta.

Al termine, nella Sala degli affreschi si è svolto il tradizionale brindisi offerto alle Amiche e agli Amici del Cenacolo prima della sospensione estiva delle attività.

 

20 giugno 2022, ore 17

Roma, Basilica di Santa Maria sopra Minerva, Sala dei Papi, piazza della Minerva 42

In collaborazione con:

Associazione dei Sardi “Il Gremio”

Associazione internazionale critici letterari (AICL)

Unione delle Associazioni regionali (UnAR)

Cenacolo letterario – Presentazione del libro

Antonio Casu, I racconti di Geremia nel paese del jazz, prefazione di Paolo Fresu, seconda edizione, Nemapress, Alghero-Roma 2022.

Ha introdotto e coordinato:

Neria De Giovanni, Presidente dell’Associazione internazionale critici letterari (AICL).

Interventi:

Mario Segni, politico, Professore ordinario di diritto civile, Università di Sassari

Gianfranco Cabiddu, regista, sceneggiatore e scrittore

Antonio Maria Masia, poeta e scrittore, Presidente del Gremio dei Sardi

Alberto Olivetti, Professore ordinario di estetica, Università di Siena.

È intervenuto in conclusione l’Autore.

 

15 giugno 2022, ore 17.00

Roma, Sede UnAR, Sala Italia, Via Ulisse Aldrovandi 16

Cenacolo filosofico

Sfide globali e futuro della filosofia

a partire dal volume, a cura di G. Costanzo e M. T. Russo, Ethos, Logos e Pathos. Percorsi di etica. Studi in onore di Paola Ricci Sindoni, Mimesis, Milano 2021.

Ha coordinato:

Giovanni Cogliandro, docente presso la Facoltà di Filosofia, Università S. Tommaso d’Aquino in Urbe, e Dirigente scolastico

Interventi:

Angela Ales Bello, Professoressa emerita di Storia della filosofia contemporanea, Università Lateranense, Roma

Francesca Brezzi, Professoressa ordinaria di Filosofia morale, Università Roma TRE

Irene Kajon, Professoressa ordinaria di filosofia morale, Università La Sapienza di Roma

Sono quindi intervenute le Curatrici:

Giovanna Costanzo, Professoressa associata di Filosofia morale, Università di Messina

Maria Teresa Russo, Professoressa ordinaria di Filosofia morale, Università Roma TRE

Paola Ricci Sindoni ha preso infine la parola per svolgere riflessioni e ringraziare gli autori e i presenti.

 

31 maggio 2022, ore 17.00

Roma, Sede UnAR, Sala Italia, Via Ulisse Aldrovandi 16

Segnalazione dai Soci – Presentazione del libro

A cura di Ester Capuzzo, Dalla Roma pontificia alla Roma italiana. Le istituzioni culturali e la città, Lithos, Roma 2022.

Ha coordinato:

Alessandra Mignolli, Professoressa associata di Diritto dell’Unione europea, Sapienza Università di Roma

Interventi:

Augusto D’Angelo, Professore ordinario di Storia contemporanea, Sapienza Università di Roma

Luca Micheletta, Professore ordinario di Storia delle relazioni internazionali, Università di Roma La Sapienza

Andrea Ungari, Professore ordinario di Storia contemporanea, Università degli Studi Guglielmo Marconi

Dopo gli interventi di Carla Benocci e Antonio Maria Masia, è intervenuta in conclusione la Curatrice.

 

22 maggio 2022, ore 17.00

Torino, Salone internazionale del Libro, XXXIV edizione, Spazio dialoghi

Segnalazione dai Soci – Dibattito

150 anni di Grazia Deledda

Sono intervenuti in dialogo:

Neria De Giovanni e Antonio Casu

 

20 maggio 2022, h 10.30

Roma, Biblioteca della Camera dei deputati, Sala del Refettorio, via del Seminario, 76

Segnalazione dai Soci – Presentazione del libro

Fernando Venturini, Il Parlamento è (anche) una Biblioteca. Guida all’informazione parlamentare, Editrice Bibliografica, Milano 2022.

In dialogo con l’autore:

Madel Crasta, esperta e formatrice nel campo dell’economia della cultura e delle digital humanities, già membro del Comitato tecnico-scientifico per le biblioteche e gli istituti culturali del MIBACT

Anna Galluzzi, Consigliere parlamentare, Biblioteca del Senato, Ufficio centrale e per la gestione dei fondi speciali, responsabile del Settore orientamento e informazioni bibliografiche

Giovanni Rizzoni, Consigliere caposervizio, responsabile del Servizio studi della Camera dei deputati, docente presso il Dipartimento di scienze politiche della LUISS Guido Carli

Valerio Strinati, già Consigliere parlamentare, segretario generale dell’Associazione delle istituzioni di cultura italiane

Ha coordinato:

Antonio Casu, Consigliere caposervizio, Bibliotecario della Camera dei deputati

 

18 marzo 2022, ore 17.00

Roma, Sede UnAR, Sala Italia, Via Ulisse Aldrovandi 16

Segnalazione dai Soci – Presentazione del libro

a cura di Ester Capuzzo, Sguardi sulla Dalmazia. Storie di viaggi e viaggiatori dal XVIII al XXI secolo, La Musa Talia – Società dalmata di storia patria, Venezia 2021.

In collaborazione con la Società dalmata di storia patria

Coordinamento: Antonio Casu, Presidente dell’Associazione Il Cenacolo di Tommaso Moro

Saluto introduttivo: Rita Tolomeo, Presidente della Società dalmata di storia patria – Roma

Interventi:

Carla Benocci, storica dell’arte

Alessia Ceccarelli, Ricercatrice, Università degli Studi di Roma La Sapienza

Francesco Gui, Professore ordinario, Sapienza Università di Roma

È intervenuta in conclusione la Curatrice.

 

4 febbraio 2022, ore 17.00

Roma, Sede UnAR, Sala Italia, Via Ulisse Aldrovandi 16

Con il patrocinio dell’Associazione Storia della Città.

Con il patrocinio dell’Associazione Storia della Città.

Segnalazione dai Soci – Presentazione del libro

Carla Benocci, L’Ultima Lega Santa 1683 1691. Dalla liberazione di Vienna alla Transilvania e alla riconquista cristiana della Morea e dei Dardanelli nel Diario romano di Carlo Cartari, Acies Edizioni, Roma 2021.

 

Coordinamento: Antonio Casu, Presidente dell’Associazione Il Cenacolo di Tommaso Moro

Relatori:

Marco Cadinu, Professore ordinario, Università di Cagliari, Presidente dell’Associazione Storia della Città

Francesco Gui, Professore ordinario, Università degli Studi di Roma La Sapienza

Virgilio Ilari, Presidente della Società Italiana di Storia Militare, Direttore di Nuova Antologia Militare

Francesco Gui, Professore ordinario, Sapienza Università di Roma

Donato Tamblé, Vicepresidente della Società Italiana di Storia Militare, già Soprintendente Archivistico del Lazio

É intervenuta l’Autrice.

 

21-22 Gennaio 2022

Segnalazione dai Soci – Convegno

ABITARE I LUOGHI

Fenomenologia e Ontologia. Workshop 4º edizione 2021/2022

DI CONFINI E DI OLTREPASSAMENTI

Promosso da: Università degli studi di Messina; Università degli studi di Macerata; Università “G. D’Annunzio”, Chieti-Pescara; Università degli studi di Napoli Federico II.

Responsabili scientifici: Virgilio Cesarone, Università G. D’Annunzio; Giovanna Costanzo, Università degli studi di Messina; Carla Danani, Università degli studi di Macerata; Sergio Labate, Università degli studi di Macerata; Mariateresa Giammetti, Università degli studi di Napoli Federico II.

Ø Venerdì 21 Gennaio

Prima sessione: Confini

Ore 9.00 – Saluti: Giuseppe Giordano. Introduzione: Giovanna Costanzo

Ore 9.30-11.00: ha coordinato Sergio Labate

Relatori: Francesco Rispoli, Caterina Resta

Discussione

Ore 11.15 – 13.30: ha coordinato Mariateresa Giammetti

Relatori: Sandro Gorgone, Andrea Mammarella, Marcello Mollica, Lucia Di Capua

Discussione

Seconda sessione: Relazioni

Ore 15.00 – 17.00: ha coordinato Virgilio Cesarone

Relatori: Peter Bojanic, Vereno Brugiatelli, Franco Farinelli

Discussione

Ore 17.00 – 19.00: ha coordinato Carla Danani

Relatori: Mariafilomena Anzalone, Gianluca Burgio, Salvatore Spina, Maria Teresa Giammetti, Gabriele Lo Vecchio

Discussione

Ø Sabato 22 Gennaio

Terza sessione: Oltrepassamenti

Ore 9.00 – 11.00: ha coordinato Giovanna Costanzo

Relatrice: Paola Ricci Sindoni (con una relazione dal titolo: Il Mediterraneo: confini identitari e ansie universaliste).

15 dicembre 2021, h. 18.00

 

Roma, UNAR, Sala Italia, Via Ulisse Aldrovandi, 16

Segnalazione dai Soci – Presentazione del libro

Alberto Olivetti, Intimità delle lontananze. Meditazioni al tempo della pandemia, Bordeaux 2021

Coordinamento: Carla Benocci.

Sono intervenuti: Francesca Brezzi, Antonio Casu, Cesare Salvi, Mario Tronti e, in conclusione, l’Autore.

  • EDITORIALE

    Tommaso Moro e l’Utopia necessaria. Un’altra idea di Europa.

    di Antonio Casu

    Sono trascorsi cinquecento anni dalla pubblicazione, a Lovanio, della prima edizione di «Utopia» di Thomas More, uno dei pochi libri, è stato scritto, che ha davvero inciso sulla storia del mondo. Eppure, nel tempo, il termine Utopia ha finito per assumere una prevalente connotazione negativa. La si è spesso intesa come sinonimo di ideale astratto, di chimera irraggiungibile, contrapposto ad una visione concreta e realistica della società e della storia. Neppure ha giovato alla considerazione del termine l’uso che ne hanno fatto ideologie e teorie politiche dei secoli recenti, che hanno finito per trasformare la promessa di una società migliore, o addirittura perfetta, in regimi oppressivi e totalitari.
    In sostanza, si è finito per ricondurre l’Utopia a progetti velleitari oppure a pericolosa illusione, oppio della ragione. Così, alcuni l’hanno demonizzata, come Solgenitzsin, che la riteneva l’origine delle dittature contemporanee, o Popper, che la riteneva inscindibile dalla violenza, o Berlin, critico del presunto desiderio di perfezione che sarebbe insito nell’Utopia sociale. Altri hanno tentato di appropriarsene, come Marx il quale, privilegiandone gli aspetti di critica sociale dell’Inghilterra del suo tempo annoverava Tommaso Moro tra i precursori del comunismo.
    Ma naturalmente non si possono attribuire all’opera di More le conseguenze delle degli usi e delle interpolazioni storiche successive. «Utopia» è invero una costruzione allegorica, dunque a più livelli di lettura. Un racconto non vero, ma verosimile, in cui alla fine il verosimile ci indica il vero.
    Non un solo particolare, nel libro, è irrilevante. La storia è raccontata da una voce narrante, Raffaele (il nome dell’Arcangelo che significa Dio guarisce) Itlodeo (il cui etimo Izlos daíein significa raccontatore di bugie, burlone). Itlodeo, un navigatore esperto, che aveva navigato con Vespucci, racconta di una terra che era in origine una penisola chiamata Abraxa (ábrektos, su cui non piove, spiegava Lupton) collegata alla terraferma da un istmo che il suo conquistatore Utopo fece resecare, e che quindi da lui prese il nome di Utopia (ou-tópos, non luogo), e che in precedenti stesure del libro era indicata come Nusquama (nusquam, in nessun luogo) ed anche Eutopia (eu-tópos, luogo felice).
    L’isola che non c’è aveva come una capitale denominata Amauroto (città fantasma), era attraversata dal fiume Anidro (senz’acqua), governata dal principe Ademo (senza popolo), amministrata da Tranibori (tranós borós – vistosi mangiatori) e da Sifogranti (sýfos ghérontes – anziani altezzosi), difesa da Zapoleti (zoe poléin –  mercenari), e aveva per vicini Acori (akóros – senza terra) e Polileriti (polús-lérosítes – nativo di molte ciance), e via dicendo. Thomas More ci dice, dunque, che la fondazione dell’Utopia comporta la scelta di tagliare i ponti con il passato; di superare il limes della terraferma delle nostre convinzioni e abitudini, e delle illusorie certezze; di inoltrarsi nel mare aperto della conoscenza, empirica e spirituale. Solo così si potrà aspirare a giungere all’isola felice della libertà e del buon governo.
    Ed inoltre, se l’Utopia risiede in un luogo felice che non sta in nessun luogo, e dunque in nessun luogo può sussistere un luogo davvero felice, allora non trova fondamento alcuno l’attesa messianica della perfezione in terra, l’aspettativa di raggiungere una società perfetta. Vi è solo il diritto-dovere di migliorare il mondo, in ogni luogo e condizione. Cominciando da noi stessi.
    L’Utopia di Tommaso Moro è in realtà una critica del potere, una sublime satira del potere.
    Tommaso Moro, diceva Luigi Firpo, ci invia un messaggio nella bottiglia. E ci svela il volto oscuro del potere, che comanda ma non libera, lasciando a noi il compito di migliorarci, di raggiungere la saggezza mediante la ragione. Il fine dell’Utopia è dunque la saggezza, quella che Francesco Cossiga definiva, proprio parlando di More, il bene comune possibile.
    In quei pochi anni, agli inizi del Cinquecento, a un quarto di secolo dalla scoperta dell’America, l’insieme delle categorie politiche e giuridiche medievali implode, come ci spiega Carl Schmitt in «Terra e mare» e soprattutto nel «Nomos della Terra».
    Così avviene che la scoperta del Nuovo mondo genera la ricerca di un Mondo Nuovo, e che tale ricerca costituirà la causa e il motivo unificante della letteratura utopistica che dopo More prenderà le mosse, anzi… il largo.
    E avviene anche che in questa ricerca, e a causa di essa, matura il paradigma moderno del potere: l’«Elogio della Follia» di Erasmo è del 1511, «Il Principe» di Machiavelli è del 1513, l’«Utopia» come si è detto viene pubblicata nel 1516, «Le istituzioni del principe cristiano», ancora di Erasmo, sempre nel 1516.
    La teoria politica medievale è consegnata agli archivi. Il conflitto tra ragion di Stato e Utopia segnerà indelebilmente la storia politica del Vecchio Continente, e con esso la lucida consapevolezza della necessità di un’alternativa umanistica al predominio della scienza e della tecnica, in sostanza della necessità di un sistema di valori al quale ancorare il progresso scientifico. L’isola che non c’è è anche un luogo di buon governo: “de optimo rei publicae statu”, recita il titolo dell’opera.
    Vi è ancora un altro aspetto che occorre sottolineare. L’Utopia di Thomas More è l’ultima visione unitaria dell’Europa, e del suo ruolo guida nella storia del mondo, prima della stagione degli scismi e delle chiese nazionali, prima della separazione tra fede e ragione che ha separato irreparabilmente la civiltà europea dal suo primato, consegnandolo ad altri protagonisti.
    Una visione, quella di Tommaso Moro, che restituisce alla libertà, anche religiosa, e alla cultura, dunque alla conoscenza, una centralità che avrebbe impedito questa deriva.
    Che teorizza una separazione virtuosa tra sfera politica e sfera religiosa che da una parte richiama l’essenzialità del precetto evangelico e dall’altra anticipa la fine del temporalismo. Con secoli di anticipo rispetto al “Libera Chiesa in libero Stato”.
    Che promuove una visione antropologica della società basata sulla centralità della persona, tanto da teorizzare, per la prima volta, l’abolizione della pena capitale. Ben prima di Beccaria, il quale peraltro, nel capitolo XXVIII della sua celebre opera «Dei delitti e delle pene» subordina il divieto di irrogazione alla pena capitale alla sicurezza dello Stato e alla tutela dell’ordine pubblico, e dunque in sostanza alla ragion di Stato.
    Una visione, dunque, anche profetica, perché addita un percorso che è stato ripreso secoli dopo. Un santo campione dello Stato laico, lo definiva ancora Cossiga.
    Perché, in ultima analisi, l’Utopia non è uno stato emotivo, né un rifugio consolatorio dello spirito, né una manifestazione di buonismo politico. Né tantomeno una fuga dalla realtà. Al contrario, l’Utopia è l’unica alternativa possibile al fatalismo, alla rassegnazione, alla supina accettazione dei rapporti di forza che regolano la società.
    L’Utopia è l’altra faccia della Norma. Senza Norma, senza la Legge, la società scivola nell’anarchia e nella dissoluzione. Ma senza Utopia, la realtà si conforma ineluttabilmente ad un Ordine improntato alla legge del più forte.
    L’Utopia è lo spazio di libertà dell’uomo di fronte all’Ordine.
    L’Utopia è dunque una lucida, consapevole, e spesso costosa, assunzione di responsabilità. Ma è una responsabilità necessaria.
    Perché nessuno può pretendere di possedere tutta la verità, o di possederla solo per sé, o di esserne unico interprete. E nessuno ha diritto di attingere da solo a quella fonte. Al contrario, occorre aprirsi alla conoscenza, degli altri e dell’altro. Perché solo la conoscenza conduce alla verità, e solo la verità rende liberi.

     

    da Tempopresenterivista, 25 OTTOBRE 2016

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